EDITORIALE

Nicola Bertasi

Eccoci arrivati al secondo numero di MilanoCittàAperta dedicato all'abitare: Abitare 2.

Siamo entrati a casa Morigi, quell'antica palazzina che faceva del co-housing un esperimento ante-litteram, abbiamo attraversato i corridoi di casa Verdi, ascoltando i racconti dei musicisti pensionati per poi arrivare a riscoprire le affascinanti portinerie milanesi. A casa di uno sconosciuto ci siamo imbattuti in una particolare nomenclatura inventata, con tante etichette appiccicate in giro. Poi di corsa siamo andati a conoscere le nuove forme di abitare condiviso, il couchsurfing e il precario sistema della condivisione degli spazi. Ci fermiamo qui, nella nostra narrazione dell'abitare milanese, sicuri di non essere stati esaustivi ma altrettanto convinti di aver aperto una piccola finestra su una città dove nessun abitante è davvero normale.

P.S.

Tre mesi fa avevamo preso in prestito le parole di Renzo Piano che ci ricordava che la città è il riflesso di tante storie.
Abbiamo davvero poco da aggiungere. Forse soltanto un breve passaggio di Antonio Tabucchi, che ricordiamo qui con grande affetto:


Pensò a com'era strano guardare la realtà che ci circonda come se essa fosse a portata di mano e pensò che niente è a portata di mano, soprattutto quello che vedi, e che a volte ciò che è accanto è più lontano di quello che pensi.

Antonio Tabucchi, Racconti con figure, Palermo, Sellerio, 2011



Buona Visione.