Articoli “Summer/2010″

2010 giugno 21
by miciap

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Il giorno 18 giugno 2010 il periodico su strada Solidarietà Come ha dedicato un servizio a MilanoCittàAperta. In apertura un testo firmato da Simone Keremidtschiev introduce i temi affrontati nell’Issue#4 e a seguire ciascuno dei sei fotografi racconta la nascita e la realizzazione del suo servizio.

Per maggiori informazioni visualizzate l’articolo.

Iniziativa “Conoscere Milano”

2010 giugno 15
by isacco.loconte

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Il nome non è certo dei più noti, ma l’Associazione Interessi Metropolitani (AIM) è una realtà tutt’altro che inattiva. In particolare, è stata proprio l’AIM ad organizzare il progetto “Conoscere Milano” che ha prodotto una serie di interessanti mini-guide dedicate ad alcuni luoghi della nostra città. I temi spaziano dai parchi alle università, dai quartieri ai mezzi di trasporto e di volta in volta mettono a disposizione cartine, documenti pdf e in alcuni casi vere e proprie audioguide.

Recentemente sono state inoltre aperte le inscrizioni, gratuite, per alcune visite guidate alla scoperta delle nuove architetture milanesi.

Per maggiori informazioni visitare il sito dell’iniziativa.

Issue#4 – Summer/2010

2010 giugno 11
by miciap

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Dal 21 giugno 2010 sarà online il nuovo numero di MilanoCittàAperta.

www.miciap.com

Intervista a Rattazzo

2010 giugno 1
by filippo.ceredi

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Da 50 anni con il suo locale, le sue birre da portare via, le sue polpette della “casa” mr. Rattazzo dà da bere e da mangiare ai milanesi. Giovani e meno giovani. In 50 anni, di Milano davanti se ne è viste passare tante così come di giovani che a suo dire “sono tutti uguali, oggi come ieri: bravi ragazzi da soli, cretini in massa”.

L’intervista completa di Cesare Alemanni a Piero su 02blog

La città nel romanzo moderno

2010 maggio 30
by isacco.loconte

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Le città popolano la letteratura mondiale di tutti i tempi, ma solo a partire dal Sette e Ottocento sono diventate un vero e proprio tema letterario. In particolare all’interno del contesto europeo, dove le concentrazioni urbane, in forte espansione sotto la spinta dell’industrializzazione, hanno assunto un ruolo di protagoniste autonome, quello delle metropoli. Proprio in questo periodo sono stati codificati molti dei motivi urbani che ancora oggi popolano il nostro immaginario: la città come luogo del degrado o dell’emarginazione sociale o, viceversa, del compimento di un destino di ascesa individuale; la città come luogo delle contraddizioni e delle antinomie e che per questo suscita, nei personaggi o nel narratore, sentimenti ambivalenti di attrazione o di repulsione; la città tentacolare, la città mostro o labirinto, la città sotterranea del mistero e del delitto; la dicotomia tra la città europea e ciò che è l’altro, l’altrove, per esempio la campagna o i territori delle colonie; e ancora la folla, il traffico, gli incontri casuali, la nebbia, ecc.

Un’analisi del romanzo moderno può quindi fornire utili elementi per comprendere la realtà urbana in cui viviamo e l’evoluzione dei suoi tratti caratteristici.

Proprio con questa prospettiva si sviluppa l’articolo Città e modernità, di Chiara Mengozzi, disponibile al seguente indirizzo.

Una città diversa

2010 maggio 27
by niccolo.demojana

Post-scarcity anarchism

“Il funzionamento di una grande città richiede enormi quantità di carbone e di petrolio. L’energia solare, del vento e delle maree è sfruttabile solo in misura ridotta. È difficile credere che saremo mai in grado di progettare collettori solari capaci di produrre le enormi quantità di energia fornite dai grandi impianti a vapore; è altrettanto difficile pensare a una batteria di turbine a vento in grado di fornire elettricità sufficiente a illuminare l’isola di Manhattan. Se le case e le fabbriche sono tutte concentrate in zone ristrette, i congegni per lo sfruttamento dell’energia pulita saranno sempre e solo dei semplici giocattoli; se, invece, le comunità urbane si riducono di dimensioni e si disperdono sul territorio, non c’è motivo per cui l’uso combinato di questi strumenti non debba garantirci tutti i comforts della civiltà industriale. Per usare nel modo migliore possibile l’energia del sole, del vento e delle acque la megalopoli deve frantumarsi e disperdersi. Alle fasce urbane dilaganti di oggi devono sostituirsi comunità di nuovo tipo, accuratamente organizzate e dimensionate secondo la natura e le risorse di una determinata regione”.

Murray Bookchin da “Post-scarcity anarchism: l’anarchismo nell’età dell’abbondanza”

Sapessi come è strano sentirsi innamorati a Milano

2010 maggio 25
by filippo.ceredi

Ripercorrere la storia della Banda Bellini (Marco Philopat, ShaKe Edizioni, 2002), forse il più celebre tra i “servizi d’ordine” operativi a Milano negli anni ‘70, vuol dire ritrovare una parte della nostra città che ci siamo lasciati alle spalle, o meglio, che molti di noi non hanno vissuto nemmeno di striscio. L’avvincente desiderio di farsi valere dei ragazzi del Casoretto, il confronto con le fazioni più inquadrate del movimento sudentesco nelle università, l’affermazione della libertà di esprimere il dissenso nelle piazze senza temere lo scontro con le forze dell’ordine, la sessualità pervasiva del protagonista. Tanti elementi di questa narrazione sincopata aprono uno squarcio di sereno sul clima di tensione che ha insanguinato Milano negli anni successivi al ‘68.

bandabellinicopE anche se il contesto è cambiato molto, credo che alcune parole di questo libro parlino direttamente al cuore dei milanesi di oggi (almeno di alcuni): “Cara bellissima Milano – questa volta ci torno volentieri – sette mesi al confino sono lunghi – ti manca l’aria sporca – quest’acqua acida – la polverina grigia che s’attacca alle macchine – la gente che corre via – che non ha mai tempo – dove ti concentri su una cosa sola – il lavoro – o al massimo la progettualità – e tutto il resto è un optional – al massimo un hobby da mollare presto – cosa diceva Memo Remigi? “Sapessi come è strano sentirsi innamorati a Milano” – proprio strano strano – un hobby appunto – che deve durar poco… comunque si sta bene a Milano o meglio si sta così male che devi per forza sbatterti per star meglio – e se non vuoi fare la fine del cumenda – devi per forza alimentare il desiderio della trasformazione – cucinare l’idea con i compagni – masticare i progetti per farli partire finalmente…”

Omaggio semiserio ai tifosi dell’Inter

2010 maggio 21
by filippo.ceredi

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Questa e altre foto del degrado in piazza del Duomo su 02blog

Milano e l’acqua, una storia di amore e odio

2010 maggio 18
by isacco.loconte

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A guardarla oggi Milano non sembra certo una città d’acqua. Anche i pochi navigli rimasti, spesso sporchi, prosciugati o comunque immersi nel cemeto, sembrano aver perso la loro natura liquida. Eppure “molta parte della storia di Milano, antica e moderna, si può interpretare come una lotta con l’acqua che si svolge attraverso i secoli vedendo prevalere ora la tenacia dei Milanesi, ora la resistenza dell’acqua ad assoggettarsi al loro volere”.

L’articolo di Paolo Colussi, nutrendosi di una ricca bibliografia, ripercorre questa lunga storia che spazia dai primi insediamenti romani ai giorni nostri.

Leggi l’articolo

Vedi, sogna, vivi.

2010 maggio 15
by miciap

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Magari solo pochi giorni fa mentre guardavi una partita o anni fa durante la Coppa del Mondo hai urlato così forte che la mattina dopo la gola bruciava.

Sicuramente più di una volta nella tua vita sei stato schiacciato tra la folla a San Siro e hai girato per la città con la bandiera della tua squadra, non importa se dell’Inter o del Milan. E hai continuato a suonare il clacson per far sapere a tutti che la tua squadra aveva vinto.

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Ma quando hai dato un calcio alla palla l’ultima volta?

Quando ti sei entusiasmato per un tuo stesso punteggio? La scusa è che lavori fino a tardi; nel week-end avresti tempo ma preferisci dormire; lo sport? Lo fai in palestra, è calda d’Inverno e c’è sempre una doccia bollente dopo.

Ma credi davvero di amare ancora il calcio?

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Nel 2009 Milano ha ospitato la Coppa Mondiale dei Senzatetto. Si, sto parlando dei senzatetto, di quelli che non avresti mai considerato dei bravi giocatori.

Forse hanno provato l’emozione guardando la tv, il brivido del su e giù colpì il loro equilibrio al punto da indurli a guardare ancora e ancora fino a provare personalmente.

Giocano nei parcheggi dei supermarket la notte, giocano comunque con qualunque tempo. Si chiama street football e in questo, siamo sicuri,
sono i migliori.

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La chiamata della Coppa del Mondo 2009 è stato un onore che non avrebbero mai immaginato. Sognare di provare la vibrazione appassionata del football italiano, che batticuore! Hanno fatto tesoro di ogni istante, giocare il football ovunque come a casa loro. Respirare a Milano, l’aria pura come non mai, seppur inquinata.


Testo di Athena Choi
Fotografie di Maurizio Turchet

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