DOPO IL DANNO, LA BEFFA: UNO SGOMBERO IN GRANDE STILE
2010 aprile 29
Aggiornamento a Prigione a cielo aperto

Il ricorso di Niki al TAR Lombardia del dicembre 2009 è stato respinto perchè ritenuto di competenza del TAR Lazio. Lasciare la famiglia di Niki per un’intero inverno senza un tetto sopra la testa e senza riscaldamento, dunque, non è bastato. I tempi della giustizia amministrativa si allungano notevolmente: se tutto va bene il verdetto sarà emesso, positivo o negativo che sia, soltanto nel dicembre del 2010. Ma ora al danno si aggiunge la beffa, perchè se anche Niki dovesse vincere il ricorso al TAR, non avrebbe più un posto dove andare.
Il campo di via Triboniano, che con 600 persone è il più grande campo nomadi regolare di Milano, verrà infatti sgomberato dal Comune entro l’estate del 2010. Al suo posto verranno realizzate, a quanto pare, strade e strutture per l’expo del 2015. Lo sgombero metterà in grave difficoltà le famiglie di via Triboniano, specialmente quelle con vecchi e bambini, poiché il Comune non propone alcuna vera alternativa abitativa. I 600 di via Triboniano sono perciò destinati a ingrossare le file dei rom che vivono nei campi abusivi, baraccopoli senza alcuna garanzia di sicurezza e condizioni igieniche. La recente vicenda di Enea, morto a 13 anni per un incendio divampato in una di queste baraccopoli nella periferia Est di Milano, sembra non intaccare le politiche di sgombero selvaggio perseguite dalla giunta comunale di centro-destra e in particolar modo dal vice-sindaco Riccardo De Corato.
Perfino gli appelli contro gli sgomberi lanciati da Caritas e Casa della Carità, associazioni di volontariato a cui negli scorsi anni il Comune ha delegato – finanziandole con soldi pubblici – lo sviluppo di programmi per costruire “socialità e legalità” nelle comunità rom, rimangano inascoltati dall’amministrazione comunale. Il sindaco Letizia Moratti nelle parole si dice decisa a “proseguire con grande rigore nella lotta alla clandestinità e a ricercare percorsi di integrazione”, ma nei fatti procede con gli sgomberi. Come se non bastasse, il Comune non ha ancora messo in atto misure concrete per la ricerca di lavoro e alloggi per i rom sgomberati. In questo modo le future operazioni di sgombero finiranno per peggiorare il forte disagio in cui versa la popolazione nomade milanese, disagio che comprende le difficoltà di relazione con il resto della popolazione locale.
La lettera rivolta alle famiglie di Triboniano dalla Direzione Centrale delle Politiche Sociali in merito al prossimo sgombero è visibile sul sito di Unione Inquilini.
PS:
Purtroppo sul web circola un equivoco piuttosto importante sull’argomento. Il “Patto di socialità e legalità” non ha alcun valore giuridico!
Ciò che permette all’amministrazione di allontanare intere famiglie dai container in cui abitano è il decreto prefettizio del gennaio 2007. A questo link potete scaricare il pdf.
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